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Scelta del business partner:gli errori da evitare

Quattro errori da non fare quando si sceglie un business partner
Riportiamo un post pubblicato su Working Capital con indicazioni utili su come scegliere un business partner e, soprattutto, sugli errori da evitare nel farlo. Se infatti la scelta di un socio di affari è un'ottima idea , soprattutto se ha  capacità complementari alle nostre e ci possa aiutare nel prendere decisioni, si deve ricordare che metà delle partnership falliscono per problemi che si sarebbero potuti evitare, dedicando un po' di tempo e attenzione a definire correttamente l'accordo fin dall'inizio.

Su Business Insider un bel post ha di recente affrontato lo spinoso e complesso problema della scelta di un partner per la propria attività di business. Ad una prima analisi – vi si legge – trovare un socio sembra un’ottima idea: avere qualcuno con cui unire le forze, che abbia capacità complementari alle nostre e ci possa aiutare nel prendere decisioni sembra davvero essere il massimo della vita, la scelta che ci consentirà di fare la differenza nel nostro agguerrito mercato di riferimento.

La verità è tuttavia che, mediamente, circa la metà delle partnership naufragano miseramente per problemi che, a conti fatti, avrebbero potuto evitare. Sarebbe bastato agire con un minimo di lungimiranza per non imbattersi nei quattro errori ricorrenti elencati da Kelly Andrew Brown, small-business consultant statunitense. Vediamoli insieme uno per uno.
Primo errore: non individuare e definire con esattezza i rispettivi ruoli
Come è ovvio, quando ci si mette in affari insieme ognuno dei soci dovrebbe dedicarsi alla causa comune contribuendo secondo le proprie specifiche competenze. Se tuttavia i singoli ruoli non vengono messi a fuoco, definiti chiaramente e fissati nero su bianco, i problemi non tardano ad arrivare.
La soluzione non può che esser accordarsi a priori su chi fa che cosa e dotarsi di un sistema puntuale e affidabile di reporting, in modo che ognuno dei soci abbia chiara visione di cosa faccia l’altro e si possa insieme definire strategie articolate d’azione.

Secondo errore: non discutere degli obiettivi di lungo termine
Il vostro approccio al business, la definizione delle strategie, l’organizzazione delle singole attività: tutto viene pesantemente influenzato dai vostri obbietivi a lungo termine. Per questo è assolutamente necessario che voi e il vostro business partner vi chiariate, e possibilmente facciate coincidere, i vostri rispettivi “long-term goals” prima di avviare la collaborazione.
In parole povere, se voi volete costruire un azienda da un miliardo di euro mentre il vostro socio si accontenterebbe di uno stipendio dignitoso a fine mese, avete un problema. Meglio saperlo subito confrontandosi sull’argomento e trovare la soluzione migliore.

Terzo errore: non accordarsi su come si prendono le decisioni e su come si risolvono le controversie
Quando si gestisce insieme un’azienda può capitare di andare d’amore e d’accordo come di essere in disaccordo su tutto. Se il vostro è il secondo caso, non è una tragedia: la diversità d’opinione, quando opportunamente e pacificamente mediata, porta ricchezza e crea nuove opportunità.
E affinché la mediazione tra istanze diverse sia appunto pacifica, è necessario definire a priori e con meticolosa chiarezza le modalità e processi con i quali si dirimono le divergenze e si risolvono le dispute. Che si tratti di rivolgersi a un advisory board, a un avvocato o a un consulente, l’importante è che si sia d’accordo fin dall’inizio su come procedere. Affrontare il problema nel mezzo di una crisi non fa che aggravare quest’ultima.

Quarto errore: dedicare scarsa cura e attenzione al vostro “partnership agreement”
Sebbene suoni come una follia, capita più spesso di quanto si possa immaginare che le persone firmino Partnership Agreement senza leggerli con troppa attenzione e senza verificare passo passo se si confanno alle loro specifiche esigenze. Anche qui, come nei casi precedenti, la soluzione è pensarci prima che i problemi si presentino, accordandosi su tutto: dai rispettivi ruoli eresponsabilità, a come gestire eventuali risarcimenti fino a come uscire dalla società senza fare troppi danni.

Insomma patti chiari, accordi nero su bianco e  amicizia lunga.


Tratto da Working Capital, scritto da Alessio Jacona
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