Innovazione nella Pubblica Amministrazione vuol dire semplificare e migliorare la vita dei cittadini
La campagna elettorale per le primarie del partito democratico di Barack Obama è stata prima vera campagna elettorale multimediale (inteso come utilizzo di molti media): web, mail, cellulari, tutti i moderni strumenti di social networking. Con un’attenzione a questi strumenti quasi maniacale, ricordo di un articolo comparso sul sul New York Times del 2 aprile (link http://campaignstops.blogs.nytimes.com/2008/04/02/to-the-letter-born/ ) che raccontava di quanta attenzione lo staff di Obama avesse utilizzato per scegliere il font che sarebbe stato utilizzato nelle intestazioni dei siti, per farne l’elemento unificante di tutta la campagna (il font scelto è il Gotham).
Non si è trattato di un utilizzo degli strumenti fine a sé stesso, ma ognuno con una logica. Penso al blog. Fino ad ora si è pensato che il blog, fosse lo strumento di conversazione in tempo reale per eccellenza. Obama, ne ha fatto un uso diverso. Nel suo blog infatti vengono pubblicati anche 10 post in un giorno. È evidente quindi che tutte queste informazioni non sono rivolte ad un dialogo in tempo reale, ma hanno l’obiettivo di creare un archivio di progetti, idee, programmi che attraverso un motore di ricerca nei mesi successivi possano essere trovati dai cittadini interessati.
Mentre ha utilizzato le mail e a twitter, strumento agile e immediato, per comunicare le proprie attività e iniziative.
Quanto tutto questo sia stato decisivo nelle primarie del Partito Democratico non so dirlo. Sicuramente è stata una strategia vincente sotto il profilo della raccolta fondi. Per quanto riguarda il consenso, le primarie in Usa sono una “giostra” che coinvolge totalmente i candidati e i loro staff per 24 ore al giorno, per quasi un anno. Quindi dire che la differenza è stata fatta dalla strategia online di Obama mi sembra riduttivo. Con questo non voglio assolutamente sminuire il ruolo del web e dei suoi strumenti. Anzi sono una sostenitrice entusiasta di questi strumenti, io stessa ogni giorno grazie al mio sito (www.luciadesiervo.eu ) raggiungo una media di circa 1000 persone al giorno. Penso a che sforzo dovrei fare per incontrarle di persona.
Per sintetizzare direi che il web è uno strumento indispensabile per chi vuole fare attività politica, però la politica non può ridursi esclusivamente al web.
Questo per quanto riguarda l’attività politica. Se spostiamo l’orizzonte all’attività amministrativa di un’istituzione, ci sono alcuni aspetti da considerare. In primo luogo i doveri di una pubblica amministrazione, perché prima di pensare alla propria rete civica in modo creativo, un’amministrazione pubblica ha dei doveri. Intanto quella di strutturare un ambiente usabile e accessibile. La prima parola d’ordine quindi è l’abbattimento delle barriere architettoniche .
Il secondo punto è quello di utilizzare il web per rendere pubblica e conoscibile tutta la propria attività amministrativa: delibere, determinazioni, ordinanze. La seconda parola d’ordine quindi è trasparenza.
Come terzo punto, vedo la rete civica come erogatore di servizi , oggi la tecnologia consente di utilizzare il web per usufruire di una serie di servizi senza bisogno di recarsi personalmente negli uffici. Non più quindi una rete civica che genera flussi informativi in una sola direzione che vanno dall’ente al cittadino, ma un ambiente dove un cittadino, identificato, può interagire con l’ente e usufruire di servizi: dai certificati anagrafici, alle iscrizioni scolastiche, i pagamenti, autorizzazioni e concessioni
L’Amministrazione Comunale di Firenze si sta muovendo così strutturando una rete civica usabile, accessibile, che rende trasparente l’attività amministrativa e con un’area servizi che riduce sensibilmente il bisogno di recarsi negli uffici.
Questo crediamo sia la strada maestra per promuovere l’innovazione. Renderla uno strumento per semplificare e migliorare la vita dei cittadini.
Lucia De Siervo
Assessore a E-government, Informatizzazione e rete civica,
Servizi Demografici del Comune di Firenze
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Indipendentemente da chi, alla fine, sarà eletto Presidente degli Usa (le previsioni variano di giorno in giorno), il successo di Obama alla primarie del suo partito e la capacità di raccogliere fondi usando metodi assolutamente nuovi rappresentano un caso di “scuola” non solo politico. Un caso che potrebbe rientrare nella tendenza evidenziata in un articolo di un guru della comunicazione come Umair Haque, direttore di Havas Media Lab, pubblicato qualche mese fa su Harward Business Review. Qui si parlava della crisi dei grandi brand tradizionali (CocaCola, Ibm, General Electric…) a favore di marchi emergenti che si fanno strada con modalità di comunicazione/interazione innovative. E’ il caso di Google, che a differenza dei marchi del passato che hanno impiegato anni per costruire il proprio “nome” e continuano a investire fra il 5% e il 10% del fatturato in pubblicità, è diventato uno dei brand di punta in pochi anni senza investire in advertising nemmeno un dollaro. Ci sono importanti aziende, anche italiane, che rendono partecipi i loro clienti della progettazione di nuovi prodotti e servizi, considerando più produttivo ed efficace sviluppare comunità e blog che investire in pubblicità e ricerche di mercato.
C’è da riflettere e da imparare per il mondo delle imprese come per la politica, che non può certo ridursi al web ma può e deve considerarlo fra i propri strumenti. La condizione affichè risulti efficace è di sfruttarne le caratteristiche: a differenza dei media tradizionali (stampa, Tv, radio…) è un mezzo di comunicazione a più vie, che favorisce l’interazione multipla. Usare dunque il web per dare informazioni e per offrire servizi, ma anche per “ascoltare” le necessità e coinvolgere le persone in quanto cittadini e non solo come consumatori, amministrati, votanti.
Anche questo forum vorrebbe essere una tessera del mosaico, uno strumento a disposizione di chi ritiene utile sfruttarlo.
Aspettiamo contributi!
Elisabetta Bevilacqua